
Software house con sede a Bologna, in Via N. Corazza 7/8: progettiamo e realizziamo app native, cross-platform e applicazioni aziendali integrate con i sistemi che usi già.
La maggior parte delle app aziendali non nasce da un documento di requisiti. Nasce da quello che si vede stando mezz'ora in reparto, in magazzino o accanto a un agente durante una visita da un cliente: il foglio stampato che qualcuno ricopia a mano la sera, il gestionale che l'operatore non apre mai perché è al piano di sopra, il controllo qualità annotato su un quaderno. Sono cose che si raccolgono andando sul posto, non in una call.
È qui che avere sede a Bologna fa una differenza concreta. Per le aziende di Bologna, Modena, Ferrara e di tutta l'Emilia-Romagna il sopralluogo è facile da organizzare e capita di farne più di uno durante l'analisi, senza che diventi una trasferta da pianificare con settimane di anticipo. E quando dopo il rilascio qualcosa non funziona come previsto — succede sempre, in qualche misura — si torna in azienda a guardare il problema dove si manifesta.
L'altro elemento è che parli direttamente con chi scrive il codice. Siamo una software house che gestisce tutto internamente — analisi, design, sviluppo, integrazione e manutenzione — senza passaggi di consegne verso fornitori esterni e senza un account manager che fa da traduttore tra te e il team tecnico.

I requisiti di un'app operativa si raccolgono guardando come si lavora oggi. Andiamo in reparto e in magazzino, seguiamo il processo dall'inizio alla fine e solo dopo scriviamo cosa deve fare l'app: è il modo più affidabile che conosciamo per non costruire funzioni che nessuno userà.

Un'app isolata crea una seconda anagrafica da tenere allineata a mano, cioè un problema in più. Le app che realizziamo dialogano via API con il gestionale, l'ERP, l'e-commerce e i macchinari già presenti, così i dati entrano una volta sola e restano coerenti.

L'app che realizziamo è un asset dell'azienda: il codice sorgente è di proprietà del cliente e non ci sono canoni per utente che crescono con il numero di operatori che la usano. Se un domani deciderai di farla evolvere con un altro partner, puoi farlo.
Le richieste di realizzazione app a Bologna che riceviamo dalle imprese manifatturiere, logistiche e alimentari del territorio si concentrano su poche famiglie ricorrenti. In quasi tutti i casi la parte visibile — l'interfaccia — è la meno complicata: il lavoro serio sta nel collegare l'app ai sistemi che l'azienda usa già.
Lettura di codici a barre e QR con la fotocamera del dispositivo, dichiarazione di avanzamento della produzione, prelievi e versamenti a magazzino, inventari. Il requisito che fa la differenza è quasi sempre il funzionamento offline: dentro un capannone la copertura di rete non è garantita, quindi l'app deve continuare a funzionare e sincronizzare quando torna la connessione.
Catalogo consultabile in visita dal cliente, listini e scontistiche personalizzate, raccolta ordini che arriva nel gestionale senza reinserimenti, storico e situazione contabile del cliente. Anche qui la sincronizzazione conta: un agente in visita non può dipendere dalla qualità della rete mobile.
Manutenzioni, controlli qualità, checklist di sicurezza, verifiche su impianti installati presso i clienti. Sostituiscono moduli cartacei e fogli di calcolo con un flusso digitale tracciato, con foto e firma direttamente sul dispositivo.
Portali di servizio, tracciabilità delle spedizioni, aree riservate collegate all' e-commerce aziendale e ai sistemi di gestione ordini. Sono i progetti in cui la cura dell'interfaccia pesa di più, perché l'utente non è un collega formato ma un cliente che deve capire tutto da solo.
Non applichiamo sempre la stessa tecnologia. La scelta dipende da come l'app verrà usata davvero, e la motiviamo in fase di analisi invece di darla per scontata.
| Situazione | Scelta consigliata | Perché |
|---|---|---|
| Serve su iOS e Android, budget contenuto | Flutter | Un'unica base di codice, stesso comportamento sulle due piattaforme, manutenzione dimezzata |
| Uso intensivo di fotocamera, Bluetooth o sensori | Nativo (Swift / Kotlin) | Accesso diretto all'hardware e prestazioni prevedibili anche sotto carico |
| Solo dispositivi aziendali Android | Nativo Android | Nessun motivo per pagare la portabilità verso una piattaforma che non userai |
| App che vive dentro processi già digitalizzati | Web app responsive | A volte l'app mobile non serve affatto: lo diciamo prima di farvela pagare |
Puoi approfondire ciascun percorso sulle pagine dedicate: sviluppo app iOS per iPhone e iPad, sviluppo app Android in Kotlin, sviluppo app Flutter per il cross-platform e sviluppo app personalizzate per il quadro completo delle applicazioni aziendali su misura.
Veniamo a vedere come si lavora oggi e con chi. Da qui esce l'elenco di cosa l'app deve fare davvero, spesso più corto di quello di partenza, perché una parte delle funzioni richieste all'inizio si rivela superflua una volta osservato il processo reale.
Prima di scrivere codice mostriamo un prototipo che si può toccare, così chi userà l'app può dire se ha senso mentre cambiarlo costa poco. Per le app operative il criterio non è l'estetica ma il numero di tocchi necessari a completare l'operazione più frequente.
Costruiamo per versioni successive, ognuna installabile e provabile. In parallelo realizziamo le API e le integrazioni su misura verso gestionale, ERP e macchinari — inclusi ambienti datati come AS400 e SAP — che sono quasi sempre la parte più impegnativa del progetto.
L'app va provata dove verrà usata: in reparto con i guanti, in magazzino dove la rete cade, in auto da un agente tra una visita e l'altra. È la fase in cui emergono i problemi che nessun test in ufficio avrebbe trovato.
Ci occupiamo della pubblicazione su App Store e Google Play o della distribuzione interna quando l'app è a uso esclusivo dei dipendenti. Poi resta la manutenzione evolutiva: ogni anno iOS e Android cambiano requisiti e policy, e un'app non aggiornata smette di essere accettata dagli store.
Non esiste un listino, perché un'app aziendale è un progetto su misura: il costo dipende dal numero di funzioni, dalle integrazioni con i sistemi esistenti, dalle piattaforme da coprire e dal livello di manutenzione previsto. Come ordine di grandezza valgono gli stessi criteri del software su misura — progetti semplici da circa 5.000–15.000 €, applicazioni di media complessità tra 15.000 e 50.000 €, piattaforme più articolate oltre i 50.000 €.
La variabile che sposta di più il preventivo, nella nostra esperienza, non è il numero di schermate ma quanto sono accessibili i sistemi con cui l'app deve dialogare: un gestionale con API documentate e un gestionale chiuso da interrogare a livello di database sono due progetti diversi a parità di funzioni visibili. Per il dettaglio delle fasce e delle variabili trovi tutto nella pagina su quanto costa un software su misura. Il preventivo è gratuito e arriva dopo un'analisi dei requisiti, non prima.
Il vantaggio non è geografico ma di metodo: i requisiti di un'app aziendale si raccolgono guardando come si lavora, non leggendo un documento. Avere sede a Bologna, in Via N. Corazza 7/8, rende quel sopralluogo una cosa normale invece di una trasferta, e permette di tornare in azienda quando dopo il rilascio qualcosa va sistemato. In più parli con le stesse persone che scrivono il codice.
Dipende dall'uso. Per arrivare su iOS e Android con lo stesso comportamento e un budget contenuto, Flutter è quasi sempre la scelta più efficiente. Se l'app sfrutta in modo intensivo fotocamera, Bluetooth o elaborazione in background, o deve funzionare in modo impeccabile offline in capannone, allora ha senso il nativo in Swift o Kotlin.
Sì: schede, screenshot e gestione delle revisioni di Apple e Google, oppure distribuzione interna quando l'app è a uso esclusivo dei dipendenti e non deve finire su uno store pubblico. Dopo il rilascio l'app va mantenuta, perché ogni anno le piattaforme cambiano requisiti: il supporto continuativo fa parte del progetto.
No. Bologna e l'Emilia-Romagna sono il territorio in cui lavoriamo più spesso e dove la vicinanza porta un vantaggio reale, ma seguiamo progetti in tutta Italia con lo stesso metodo. La differenza è pratica: vicino, gli incontri in azienda sono facili e capita di farne più di uno durante l'analisi; più lontano, concentriamo i sopralluoghi nelle fasi in cui servono davvero.
Al cliente. Il codice sorgente è tuo e non applichiamo canoni per utente che crescono con il numero di operatori che usano l'app. Gli account degli store restano intestati all'azienda, così la pubblicazione non dipende da noi.
Se hai in mente un'app per la tua azienda e sei a Bologna o in Emilia-Romagna, il modo più rapido per capire se ha senso è farci vedere il processo che vuoi digitalizzare. Veniamo in sede, guardiamo come si lavora oggi e ti diciamo con onestà cosa serve davvero — anche quando la risposta è che un'app non è lo strumento giusto.