Mi colpisce ogni giorno osservare il paradosso di molte aziende italiane.
Siamo nell'era dell'Intelligenza Artificiale. Una rivoluzione che nel resto del mondo sta già cambiando produttività, organizzazione aziendale e velocità decisionale.
Eppure, entrando nelle aziende e parlando ogni giorno con imprenditori, CFO, operations manager e responsabili amministrativi, la realtà che vedo spesso è ancora questa:
- persone che copiano dati da un PDF a un gestionale
- ordini inseriti manualmente
- report costruiti a mano su Excel
- informazioni che viaggiano via mail
- reparti interi bloccati da attività ripetitive
La cosa che trovo più assurda? Che molte di queste attività oggi potrebbero già essere automatizzate. Non tra 10 anni, non “in futuro”, oggi.
E il problema non è la tecnologia. Le soluzioni esistono già.
Il vero problema è la mentalità
Il vero problema è la mentalità con cui molte aziende affrontano il cambiamento. Perché in Italia esiste ancora una fortissima cultura del:
“si è sempre fatto così”
Una frase che negli anni abbiamo normalizzato, ma che oggi rischia di diventare estremamente pericolosa.
Perché mentre molte aziende italiane stanno ancora cercando di capire se l'AI sia davvero utile, altrove stanno già:
- riducendo drasticamente i tempi operativi
- automatizzando processi interni
- aumentando marginalità
- prendendo decisioni più velocemente
- scalando senza aumentare proporzionalmente il personale
E questo crea un divario competitivo enorme.
Comprare un tool AI non significa innovare
La parte più preoccupante, però, è un'altra. Molte aziende parlano di innovazione, ma in realtà non stanno cambiando nulla: comprare un tool AI non significa innovare.
Innovare significa:
- ripensare i processi
- eliminare inefficienze storiche
- formare le persone
- cambiare il modo di lavorare
Ed è qui che vedo la più grande resistenza del management italiano. Non tanto verso la tecnologia. Ma verso il cambiamento organizzativo che quella tecnologia comporta.
Perché automatizzare davvero significa:
- mettere in discussione abitudini consolidate
- ridefinire ruoli
- cambiare flussi operativi
- accettare che alcuni processi esistono solo perché “si è sempre fatto così”
Persone competenti, attività a bassissimo valore
Da Sales Account, la cosa che mi colpisce di più è vedere persone estremamente competenti impiegare ore in attività a bassissimo valore:
- copia/incolla
- controlli manuali
- inserimenti dati
Tempo che potrebbe essere investito in attività a più elevato valore aggiunto e orientate alla crescita aziendale.
Eppure molte imprese continuano a cercare crescita aumentando il carico operativo, invece di aumentare l'efficienza. Ma questo modello oggi mostra tutti i suoi limiti. Perché il mercato attuale premia velocità, adattabilità e capacità di scalare — e non la quantità di lavoro manuale.
Il vero rischio
E il vero rischio non è che l'AI sostituisca le persone. Il vero rischio è che aziende più veloci nell'adottarla sostituiscano sul mercato quelle che continuano a rimandare.
Chi innova evolve. Chi resta fermo perde competitività. E il tempo per decidere da che parte stare si sta riducendo molto più velocemente di quanto molti credano.
Mattia Annibale Labonia
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